lagotto romagnolo

Allergia al cane – Ipoallergenici o Anallergici?

Chi soffre di allergia al cane è intollerante ad allergeni che si trovano sulla cute del cane o ad allergeni che si trovano nella saliva del cane.

Sono due allergie diverse che vengono veicolate tramite il pelo del cane. Nella pratica si deve evitare il contatto stretto e prolungato.

Il livello di intolleranza è determinante per capire se la convivenza con un cane è sostenibile.

I sintomi e il livello di reazione sono del tutto soggettivi.

La scelta di avere un cane deve essere valutata coscienziosamente dal diretto interessato, meglio se con il consiglio di un medico.

Spesso sentiamo parlare di razze di cani anallergici o ipoallergenici come se i due termini fossero sinonimi, ma non è affatto così!

Cani Ipoallergenici.

Il suffisso ipo sta a significare una quantità inferiore di allergeni.

Nei casi di forme lievi di allergia con sintomi moderati la convivenza con un animale domestico è sostenibile e i benefici che ne derivano possono giustificare gli eventuali disagi che ne possono conseguire.

Cani Anallergici.

Il suffisso an ha invece un valore privativo cioè che non da allergia.

Non è scientificamente provato che esistano razze anallergiche e forti dubbi esistono anche per le razze di cani definiti ipoallergenici.

La differenza tra un cane che non da allergie ed uno che disperde una quantità inferiore di allergeni può sembrare sottile, è invece determinante per chi soffre di allergie.

Per questo il parere di un medico e conoscere bene le proprie reazioni soggettive è fondamentale per chi si decide a fare la scelta di un amico peloso.

Non esistono razze di cane anallergiche.

Le razze di cani ipoallergenici

Capita con una certa frequenza che ci chiedono se realmente il Lagotto Romagnolo non perde pelo e non fa la muta. E’ proprio così!

Spesso è una grande comodità se viviamo in appartamento. Altre volte è una necessità. Il desiderio di avere un cane è forte proprio nelle persone allergiche o nei loro conviventi.

Si cerca di conciliare il desiderio di avere un cane con l’intolleranza e i conseguenti sintomi dovuti da un allergia generalmente lieve.

I nostri Lagotto frequentano la nostra abitazione, il nostro salotto e il divano. Si adagiano sui nostri tappeti e vivono la nostra auto. Con certezza possiamo affermare che il Lagotto Romagnolo è un cane che non perde pelo.

Sono generalmente le razze a pelo riccio che hanno questa caratteristica. Non lasciano pelo e hanno una minore desquamazione della pelle.

E’ sufficiente? solo il diretto interessato può saperlo.

La scelta di avere un cane indirizzandosi verso le razze ipoallergeniche è evidentemente del tutto personale e da fare in base alle proprie esperienze e alle proprie reazioni.

Quando l’allergia è dovuta ad allergeni presenti nella saliva del cane la faccenda si complica.

La sistemazione e la disponibilità di spazi può influire sulla decisione finale. Avere uno giardino e la possibilità di adibire spazi alla permanenza del nostro cane possono ridurre il contatto fino a rendere del tutto normale o accettabile la convivenza tra la persona e il cane.

Il pedigree in queste situazioni è quanto mai raccomandato visto che stiamo cercando una aspetto morfologico tipico della razza.

Importanza del rapporto cane-uomo

Il cane ha bisogno del rapporto con l’uomo e in particolare con le persone della famiglia che lo adotta.

Diventa difficile incoraggiare e allo stesso modo scoraggiare persone con allergie al cane ad accoglierne uno.

Da una parte le reazioni delle persone allergiche sono soggettive. D’altro canto il nostro Lagotto avrà necessità di molte attenzioni e coccole, da cucciolo ma anche da adulto. Proprio su questo punto deve essere fatta una valutazione approfondita.

La famiglia e le persone che vivono la casa dovranno assicurare le condizioni per dare anche al cane la serenità comportamentale e la libertà di cui necessita.

 

Cura del pelo del Lagotto Romagnolo Toelettare e Tosare

Il Lagotto Romagnolo non perde pelo. Il suo mantello è uno dei punti di forza di questa razza. Chi ha un Lagotto Romagnolo da compagnia non trova fastidiosi peli a giro per la casa, divano o in auto. Chi ha un Lagotto Romagnolo da tartufi, con la gestione delle tosature avrà un cane adatto a tutte le stagioni.

Il Lagotto Romagnolo non deve essere spazzolato per nessun motivo, si pettina utilizzano pettini con denti in acciaio non troppo radi. Lo standard di razza prevede un pelo riccio e un aspetto rustico.

La pettinatura è finalizzata a tenere il pelo pulito e privo di nodi.

Dietro le orecchie e sotto le ascelle sono i punti dove il pelo tende ad infeltrirsi più facilmente. La Toelettatura non deve mai essere eccessiva. Non dobbiamo confondere il nostro Lagotto Romagnolo con un Barboncino, non si offendano i padroni dei Barboncini.

Un piccolo video che aiuta a capire come si svolgono le principali operazioni di toelettatura. Operazioni che comunque andremo di seguito a descrivere nello specifico del Lagotto Romagnolo.

Cura del Mantello di un Lagotto da Compagnia

Con l’arrivo del caldo e per rinnovare il mantello una tosatura annuale è necessaria. Il periodo in genere è quello che coincide con l’arrivo del caldo maggio-giugno. Con un pelo corto il Lagotto potrà passeggiare e correre per prati senza riempirsi di fastidiosi pallini di graminacee e pericolosi forasacchi.

Il pelo sulla testa e sulle zampe cresce più lentamente. In queste due zone il pelo viene mantenuto leggermente più lungo.

Gli strumenti necessari per la gestione del mantello sono la tosatrice, le forbici e un pettine.

  • La tosatrice deve essere necessariamente professionale viceversa dopo tre tosature la dovremo buttare e non faremo mai un bel lavoro. Le lame devono essere ben oliate e con spessore in genere di 3mm. Un alternativa valida  è rivolgersi a toelettatori per cani. Unica raccomandazione portarsi una foto Lagotto della testa, troppo spesso sono toelettati come barboncini, ma è un’altro cane il Lagotto. Il numero delle tosature annuali è limitato e anche la spesa non è elevata.
  • La forbici possono essere anche forbici comuni se non abbiamo intenzioni di partecipare ad esposizioni. A volte può essere necessario effettuare piccole rifiniture. La toelettatura da esposizione è molto complessa e non tutti i Toelettatori per cani sanno come toelettare un lagotto da esposizione.
  • Il pettine come detto è a denti non troppo radi ed in acciaio. Lo scopo è di tenere il pelo pulito e il riccio in ordine privo di nodi.

Se escludiamo situazioni particolari che hanno sporcato indecentemente il nostro cane, il bagnetto completo può limitarsi ad una volta l’anno. Il momento deve essere valutato in base alla stagione.

Le condizioni del mantello particolarmente pieno di nodi può indurci ad effettuare un bagnetto straordinario. Un balsamo può aiutuare a districare meglio i nodi. Successivamente possiamo procedere con un leggero abbassamento della lunghezza del pelo.

Devono essere utilizzati prodotti per cani a causa di un diverso PH della pelle del cane rispetto all’uomo.

Cura del Mantello di un Lagotto da Tartufi

Il pelo del Lagotto Romagnolo da lavoro rappresenta un importante protezione contro l’acqua e il freddo.

Con un folto pelo il Lagotto entra nella macchia per recuperare i più angusti tartufi e agevolmente supera gli arbusti nel bosco.

In genere si procede con un paio di tosature all’anno. La prima con l’inizio della stagione calda per il rinnovo del mantello. Viene poi ripetuta per poter andare in cerca di tartufi nel periodo estivo.

Il pelo mantenuto corto, oltre a far sentire meno il caldo, non si riempie dei fastidiosi e pericolosi forasacchi e altri semi di stagione, setaria o semi di erba medica (i famosi pallini).

In Toscana da settembre inizia la cerca del tartufo Bianco. Con l’arrivo dell’autunno tutte le regioni aprono al Magnatum Pico. Emilia Romagna, Lazio ognuno con il proprio calendario.

Per farsi trovare pronti il pelo del Lagotto deve essere lasciato toelettato ma non più tosato da un paio di mesi. Viceversa vedremo il nostro Lagotto fermarsi di fronte alla barriera di pruni che tipicamente protegge e ombreggia il tartufo bianco.

Un Tartufaio amante del proprio Lagotto avrà cura settimanalmente del mantello. Dopo ogni uscita verifica la necessità di lavare il lagotto o di una bella pettinata. Spesso si procede manualmente a rimuovere forasacchi o altri semi presenti nel pelo

Quando la prima toelttatura ad un cucciolo di Lagotto Romagnolo

Su quando sia il momento più opportuno per dare le prime sforbiciate al pelo del cucciolo di Lagotto se ne sentono molte. Chi ritiene che tosare troppo presto possa far perdere il bel ricchio. Chi invece ritiene che una bella tosatura rafforzi il pelo.

Io non credo che il riccio si formi definitivamente in funzione di quando scorciamo per la prima volta il pelo del nostro cucciolo. Dipende dalla natura e da come sapremo mantenerlo in ordine con costanza.

Intorno ai tre mesi possiamo cominciare ad accorciare la lunghezza del mantello. Rimuoviamo il pelo necessariamente infeltrito che il cucciolo ha addosso dalla nascita. Quanto accorciare dipende sostanzialmente dalle circostanze.

La temperatura esterna, il clima e dove il cucciolo passa la maggior parte del tempo in casa o in giardino, sono gli elementi da valutare per decidere quanto accorciare la lunghezza del mantello.

Toelettare fin da cucciolo il nostro Lagotto Romagnolo con costanza lo abitua a questo momento. Cominciare presto lo abituerà ad essere maneggiato rimanendo tranquillo.

Pulizia delle Orecchie del Lagotto

Il Controllo e pulizia delle orecchie di un Lagotto Romagnolo è una delle operazioni da tenere sempre ben a mente.

Il pelo riccioluto che si forma intorno alle orecchio può essere veicolo di infezioni e sporcizia responsabili di otiti.

Il Pelo può formarsi progredendo verso il condotto uditivo e essere veicolo di corpi esterni quali i pericolosi forasacchi che possono provocare anche gravi danni.

Il pelo che si forma sul padiglione auricolare e vicino al condotto uditivo deve essere rimosso.

Il Lagotto le prime volte troverà questa pratica strana e non sarà così disponibile. Abituandolo, col tempo ,vedremo che ne troverà beneficio e a seconda dei soggetti noteremo anche una certa propensione a farsi pulire. In ogni caso la pulizia delle orecchie non gli provoca dolore.

Vi sono dei prodotti specifici per la pulizia delle orecchie.Una volta introdotto nel condotto uditivo l’orecchio deve essere massaggiato e successivamente asciugato con del cotone. La pulizia interna con detergenti non è sostitutiva alla rimozione del pelo che resta comunque necessaria.

 

Come e quando lavare il Lagotto Romagnolo

Quando fare il bagno al Cucciolo

Il primo bagnetto al cucciolo di Lagotto si dovrebbe fare a profilassi vaccinale conclusa. Talvolta non è possibile aspettare fino ai quattro mesi e cominceremo con qualche lavaggio a pezzi. Con il supporto della bella stagione e con qualche attenzione è possibile anticipare il primo lavaggio del cucciolo.

Non vi è fretta nel lavare il cucciolo, ma a volte può diventare inevitabile a causa di qualche bisognino che è andato fuori controllo.

Il cucciolo deve essere asciugato profondamente e con il Lagotto Romagnolo non è mai semplice.

Il sottopelo ed il riccio lanoso tendono a rimanere umidi e oltre agli asciugamani dovremo introdurre il phone. Esperienza spesso non gradita al cucciolo. Ricordiamoci anche di asciugare bene il padiglione auricolare.  Senza phone ovvio.

Non dovremo eccedere con l’impiego di shampoo anche se sarà apposta per cani. Se possibile evitiamolo proprio.

Quanto spesso va lavato il cane, il Lagotto.

I cani non devono essere lavati con frequenza.

L’impiego di shampoo, che sarà apposito per cani, toglie dal mantello il grasso naturale che è la difesa del pelo e della cute.

Per ricreare il giusto equilibrio sulla pelle e sul pelo occorrono diversi giorni. Bagni con shampoo troppo frequenti possono causare dermatiti.

Per evitare inutili bagni di toelettatura dovremo dedicarci maggiormente al pettinare il Lagotto. Talvolta tornati da una passeggiata  il Lagotto si è riempito di pallini d’erba che andranno rimossi manualmente.

Se è un attività che facciamo frequentemente valutiamo una tosatura corta che evita questo fastidioso inconveniente sia per il padrone che per il cane.

Spesso una bella pettinata o l’utilizzo di una spugna inumidita sono sufficienti.

Anche le salviette o shampoo a secco possono aiutare a togliere eventuali cattivi odori.

Con il Lagotto Romagnolo non deve mai essere utilizzata la spazzola, sciuperebbe il riccio tipico della razza.

La principale pulizia del mantello del Lagotto Romagnolo viene fatta con l’impiego del pettine.

A denti più larghi per sciogliere i nodi e il pelo infeltrito. Le tipiche zone dove il pelo si annoda risultando infeltrito sono dietro le orecchi, tra la coda e il tronco.

A denti più stretti per ridare tono e pulizia.

Una regolare pettinatura, neanche troppo frequente è spesso sufficiente per mantenere pulito ed in ordine il cane.

L’azione di pettinare aiuta a distribuire il grasso naturale lungo tutto il mantello che regalerà maggior lucentezza e morbidezza al riccio.

Il Lagotto Romagnolo non fa la muta e con la pettinatura rimuoveremo gran parte del pelo morto che naturalmente rimane incagliato nel folto e lanoso riccio del Lagotto.

Queste operazione hanno un effetto tonificante e piacevole per il cane. Per il Lagotto l’effetto finale può non essere sempre così piacevole. Dipende dalla delicatezza e dalla frequenza con cui lo pettiniamo. Il fatto che il pettine può non scorrere bene attraverso il riccio può creare qualche disagio.

Come fare il bagnetto, consigli pratici.

Prima di fare il bagno è importante pettinare accuratamente il cane. Oltre ad avere una maggiore igiene, i prodotti che andremo ad utilizzare agiranno in modo più efficace, donando al mantello del Lagotto un bel pelo riccio soffice e brillante.

Finito il lavaggio con lo shampoo andremo ad utilizzare un balsamo per cani.

Per il Lagotto Romagnolo l’impiego di un balsamo è decisivo per il risultato finale.

Lasceremo agire bene il balsamo prima di procedere all’ultimo risciacquo.

Una bella asciugata con un asciugamano e passeremo al phono. Per non stancare e scaldare troppo il nostro cane ogni tanto ci fermeremo e sarà l’occasione per passare ancora il pettine a denti fini nel pelo umido. L’effetto alla fine sarà stupefacente.

Il phone non deve mai essere puntato verso il naso del cane.

Se avremo voglia e ci farà piacere potremo anche dare una sforbiciata a qualche ciuffo più lungo o provare a dare una scorciata generale, la toelettatura.

Una rifinitura per  riformare il giro intorno agli orecchi e un abbassatura al collo non guasta mai.

Tranquilli! Non faremo certo grossi danni!

Il pelo del Lagotto cresce sempre e ben presto qualche errore di inesperienza non sarà più evidente!

Lagotto Romagnolo: Popolarita

Il Lagotto Romagnolo deve la sua crescita demografica in Italia principalmente alla cerca del tartufo. Il numero di persone che negli ultimi anni si sono avvicinati alla cerca del tartufo è aumentato notevolmente. I neofiti in modo particolare si sono affidati alle indubbie doti del Lagotto Romagnolo.

La fama delle sue gesta è presto giunta anche alle orecchie dei tartufai di vecchia data. Girando per i boschi sono sempre meno i meticci che si adoperano alla cerca del tartufo.

Chi utilizzava i meticci per la cerca del tartufo spesso non è interessato al pedigree del proprio cucciolo. Salvo poi fare a sua volta delle cucciolate. I Lagotti sprovvisti di pedigree hanno iniziato a crescere.

Cuccioli di cui non sappiamo niente circa la consanguineità ne tanto meno le patologie ereditate.

Nonostante ciò il numero dei Lagotto Romagnolo ufficialmente presenti in italia è cresciuto. Dai dati Enci siamo passati dai 1127 esemplari del 2007 ai 2198 del 2016.

Il Lagotto Romagnolo in pochi anni è passato da essere un cane di nicchia ad un vero e proprio cane da compagnia.

Lagotto Romagnolo: Cane da compagnia

Molte delle persone che si avvicinano alla cerca del tartufo dopo qualche esperienza abbandonano questo hobby. Si! si tratta di un Hobby, tradotto in italiano un passatempo che richiede tempo e passione.

Il piacere di avere un Lagotto Romagnolo ha appagato i propri proprietari anche quando hanno smesso di andare a tartufo. Questi in particolare con il passaparola hanno divulgato l’eccellenti qualità del Lagotto Romagnolo esclusivamente come cane da compagnia. E questo fenomeno è in continua crescita.

Il Lagotto Romagnolo è veramente un cane eccezionale.

Un po alla volta se ne stanno accorgendo anche all’estero. Numerosi sono i Kennel Club Lagotto Romagnolo presenti in tutto il mondo, il Kennel club americano è tra i più numerosi. In Europa i Kennel Club Lagotto sono presenti in Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Svezia etc.

Gli allevamenti di Lagotto Romagnolo sono ormai presenti in ogni nazione. Non sono così diffusi come in Italia, ma tali da consentire esposizioni con titoli di campioni nazionali un pò in tutta europa.

La particolarità è che in queste nazioni non si parla di andare a tartufi. Si apprezza la razza per morfologia, carattere e per le sue eccellenti doti come cane da compagnia. Da considerare sicuramente tra le razze di cani adatti ai bambini.

Lagotto Romagnolo: Diffusione e curiosità

Sempre più spesso si avvicinano a questa razza persone e famiglie che non hanno mai avuto un cane. I ritorni sono sempre entusiastici.

Chi ha avuto altri cani di razza o meticci quando si informa sul Lagotto Romagnolo rimane affascinato dalle descrizioni sul carattere e il temperamento.

Parlare con i proprietari dei nostri cuccioli o con chi ha un Lagotto Romagnolo fa capire quanto sia apprezzata la convivenza con cani di questa razza.

Il Lagotto Romagnolo sta dando una bellissima immagine di se.

Questo alla lunga porterà questa razza ad essere tra le più apprezzate in Italia e anche nel Mondo.

Leggendo un articolo del National Geographic l’unica cosa che sembra mancare per la definitiva consacrazione del Lagotto Romagnolo è un evento scatenante,

Nell’articolo del National Geographic si mostra come la popolarità di molte razze canine sia dovuta ad eventi cinematografici. Tocca poi al cane farsi apprezzare o meno.

Negli anni la popolarità di Dalmata, Settler e Border Collie si sono susseguite. La non facile convivenza con cani di queste razze ha visto svanire l’effetto di propaganda dei film in cui erano protagonisti. Nell’arco di un decennio hanno perso la loro popolarità come cani da compagnia adatti alle famiglie.

Il Labrador e il Pastore Tedesco viceversa hanno saputo mantenere e accrescere il loro successo anche a distanza di decenni  dal film che gli vedevano come protagonisti.

Per adesso il Lagotto Romagnolo si sta insinuando lentamente nel sottobosco, perdonate la metafora tartufigena, aspettando questo film di sicuro successo.

Metto la data, vedi casomai che ‘sto film lo fanno davvero! 9/8/2017

Caratteristiche pelo Lagotto Romagnolo

Il pelo del Lagotto Romagnolo è riccio a tessitura lanosa. Il Mantello del Lagotto Romagnolo è a crescita costante. La combinazione di queste caratteristiche rendono necessari interventi di manutenzione sul mantello che per natura tende ad infeltrirsi.

Il Lagotto Romagnolo non ha un cattivo odore e non puzza.

Un cane che vive molto all’aria aperta si sporca più facilmente. Lo sporco accumulatosi sul mantello può dare cattivo odore ma non è odore tipico del cane. Per essere più esplicito Il Lagotto non ha di per se il classico odore del cane da caccia.

Cura del pelo: Il mantello riccio del Lagotto Romagnolo

Il Lagotto Romagnolo suscita molto interesse anche come cane da appartamento proprio perchè non perde pelo. Di contro la crescita costante del mantello e la tendenza ad infeltrirsi richiede un minimo di cura nella gestione del pelo.

Una tosatura annuale nel periodo primaverile quando le temperature tendono ad alzarsi è consigliabile.

Il cane sarà meno accaldato con l’arrivo dell’estate. Il mantello del lagotto non sarà il rifugio di mille graminacee durante le nostre scampagnate o passeggiate ai giardini.

La tosatura è una sorta di azzeramento. Si potra gestire meglio la stagione calda ed arrivare in ordine al successivo autunno – inverno.

Ogni quanto pettinare il pelo del Lagotto?

Ecco una delle domande ricorrenti. Non deve essere una pratica assai frequente, giornaliera. Una volta alla settimana o anche due, a seconda del periodo e della lunghezza del mantello.

Un mantello più lungo deve essere curato più frequentemente.

Quali pettini o spazzole utilizzare per curare il pelo del Lagotto?

Il Cardatore si utilizza quando il pelo è malmesso, inaccessibile ad un pettine in acciao a denti radi. Il cardatore sciupa un po la forma del riccio. Il riccio tenderà comunque a riformarsi. Il cardatore se utilizzato con frequenza ed intensamente può sciupare notevolmente il mantello. A quel punto conviene un bagnetto con una bella asciugatura. L’obbiettivo per avere un pelo curato è quello di riuscire a pettinare in contropelo il nostro Lagottino con il pettine a denti radi.

Riassumendo: Cardatore e pettine lungo in acciaio con denti radi da una parte e più fitti dall’altra.

Ogni quanto si lavano i Lagotti Romagnoli?

Dipende da quanto si è sporcato. In realtà, o per assurdo il bagno non è una pratica richiesta per il cane.

Lavare il lagotto Romagnolo significa utilizzare balsami oltre lo shampo. Il balsamo facilita l’operazione di sciogliere nodi e districare il pelo infeltrito.

Quando il cane è parecchio sporco il solo spazzolare e pettinare può non essere sufficiente. Diventa inevitabile il bagnetto. Una bella asciugata con il phone aiuta il pelo a riprendere la sua bella forma caratteristica: il riccio. Ottima occasione per una sforbiciata fai da te.

Come si accorcia il pelo del Lagotto Romagnolo?

  • Se abbiamo optato per una tosatura a macchinetta, rasoio elettrico apposito per cane, faremo un altezza di 3mm. Scopriremo un’altro cane, con pregi e difetti, certamente amabile e dolce. Un toelettatore lo farà bene senza problemi e con attrezzatura professionale.
  • Se desideriamo invece accorciare il mantello a forbice punteremo ad un’altezza di circa 2 cm. Non sempre i proprietari dei Lagotti da compagnia si lasciano andare ad una acconciatura fai da te. Eppure è una cosa fattibile, col tempo può dare anche delle soddisfazioni. La non ancora elevata diffusione della razza è il principale motivo per cui il mantello del lagotto  viene spesso accorciato in modo casuale dai negozi di toelettatura.

Come si accorcia il pelo del Lagotto Romagnolo con le forbici?

In questa operazione dovremo seguire quelle che sono le caratteristiche morfologiche della razza descritte nello standard di razza. L’aspetto rustico che il cane deve mantenere aiuta a coprire eventuali errori di forbice. Col tempo certamente miglioreremo e spesso con soddisfazione riusciremo a mantenere un aspetto carino ed ordinato del nostro fido.

Ecco alcuni consigli. Non saremo pronti per andare ad una esposizione ma certamente accarezzeremo con gioia il proprio cane.

Come regola generale le forbici si utilizzano su un mantello districato da nodi e ben curato.

Testa: rifilare le orecchie per dargli una forma a triangolo. Non accorciare eccessivamente sopra il naso e neanche lo stop tra gli occhi. Dare alla testa una forma rotonda partendo sia da sotto mandibola per arrivare a togliere il pelo davanti agli occhi. Sotto gli occhi il riccio va pettinato in basso, sopra gli occhi va privilegiata una forma rotonda ma mai un abbassamento eccessivo.

Standard Lagotto Romagnolo: Il Lagotto Perfetto

Standard Lagotto Romagnolo: Il Lagotto ideale

Collo: tenerlo più basso del tronco andando ad esaltare la forma delle spalle e sopra quella della testa. Pulire bene sotto le orecchie.

Tronco: un altezza pressochè costante, leggermente più corta sui fianchi, cercando di esaltare le spalle e la coscia. Pulire bene la parte sotto.

Zona posteriore: accorciare il dietro coscia recuperando un  po di altezza sulla parte finale della gamba. Rispettare la stessa altezza pelo anche sulla coda.

Piedi: girare bene intorno al piede affinchè siano i polpastrelli a toccare e non ciuffi vaganti

Si! mi sono un po avventurato in queste spiegazioni. Spero sia apprezzato il tentativo!

Ad ogni modo le immagini dello standard di razza del lagotto romagnolo  aiutano nel cercare di dare delle forme che almeno si avvicinino all’idea del Lagotto Romagnolo.

 

saetta amore lagotto

La fortuna di incontrare Saetta

Mi sono avvicinato al Lagotto Romagnolo per la sua fama di cercatore di tartufi. Un po come fanno i nostri Clienti prima di fare il passo ho cercato di informarmi il più possibile sulla razza. Capire le sue esigenze e come gestire il favoloso pelo riccio.

Prima di decidermi ho avuto modo di incontrare molti lagotti romagnoli, maschi e femmine, e ho parlato con i loro proprietari.

Da subito era chiaro che questo cane era speciale.

Coloro che vivevano quotidianamente il cane, in casa, sul divano, chi faceva ogni spostamento con a fianco il suo Lagotto, anche nel bosco si levava grandi soddisfazioni. Anche nei periodi di scarso tartufo tornava a casa felice per la girata e spesso anche con qualche inaspettato prelibato fungo ipogeo, il tartufo bianco.

Gli altri ahimè avevano sempre qualcosa che non andava.

Mi sono deciso ad acquistare quella che è tuttora la mia Super Lagottina.

passione lagotto romagnolo

Foto Lagotto Romagnolo: Linda e Saetta il primo giorno a casa. Marzo 2013

La prima della Classe

Lei è stata la prima, ogni giorno con lo stesso entusiasmo e la prima in tutto!

La mia soldatina: la prima a fare un esposizione e peraltro risultando vincente con CAC.

La prima a darmi dei cuccioli tutti miei. Dei bellissimi Lagotto Speciali.

La prima ad insegnarmi che per quanto mi impegnassi, senza di lei il tartufo non si trova. E allora me ne tacevo e lasciavo a lei l’iniziativa.

Ed ecco che appena dietro a maestri tartufai con “cani fenomenali”, la soldatina trovava quello che cani esperti e comandati a bacchetta lasciavano, forse volontariamente a noi.

Da anni con Saetta ci capiamo al volo.

Lei controlla i miei abiti per capire se è in programma qualcosa di divertente. Lei è attenta al mio tono di voce per capire se è una giornata buona. I miei movimenti per capire quando è il momento di farsi fare due coccole, una passeggiata o se facciamo un po di giardinaggio.

Se oggi porto avanti questa passione di allevare e ho scelto di passare molto del mio tempo con i miei cani, sicuramente lo devo principalmente alla mia piccola Saetta.

La fortuna di averli tutti

Poco dopo è arrivato Thor. Era da poco morto il cane di famiglia di mia suocera. Balto rappresentava tanto per tutta la nostra famiglia. Avevamo bisogno di un un cane che sapesse fare il cane da compagnia. Dopo qualche tentennamento Sara si è convinta a prendere un Lagotto.

Sono inseparabili e Thor per Sara è speciale. Ce lo dice almeno tre volte a settimana! E ci fa solo piacere!

Luce con il suo infinito desiderio di coccole, Runa con la sua dolcezza, Moka con le sue richieste di conferme e la nostra Chicca nata qui da noi. E da poco anche Pedro il bel ragazzo che tutto apprende e che sarà il nostro futuro maschio da riproduzione. Perla e Giada le due gemelline che si affidano l’una all’altra e che tanto rappresentano per il pezzo di storia del Lagotto che portano con la loro presenza. Sono tutti ugualmente speciali. Il merito è loro!

Ognuno ha il suo carattere, le sue caratteristiche, tante sfaccettature che vivendoci insieme si percepiscono e ben si distinguono. Tutti diversi, ma accomunati dall’essere Lagotti Romagnoli, e ben presto ne sei conquistato!

La Displasia  nel Cane

La  Displasia dell’anca (HD) è una patologia a carico dell’articolazione coxo-femorale che colpisce molte razze canine e può avere evoluzione artrosica spesso di grave entità. E’ stata la prima patologia scheletrica ed ereditaria studiata nel cane.

La Displasia del Gomito (ED) E’ una delle più importanti cause di zoppia dell’arto anteriore del cane giovane e anziano

(Tratto dal sito della centrale ufficiale di lettura radiografie Celemasche)

La Displasia nel Lagotto Romagnolo

Il Lagotto Romagnolo passa per essere una razza che non è afflitto da displasia. La realtà è ben diversa!!

Il suo peso leggero ben sopporta gradi leggeri di displasia. E questo è un fatto molto positivo.

La differenza tra sopportare bene la displasia ad essere esente da displasia è tanta, fin troppa!

Per chi alleva, la displasia mette importanti paletti. Rappresenta dei costi, fa scartare alcuni facili accoppiamenti, obbliga a dover togliere dalla riproduzione alcuni cani. Significa confrontarsi con problemi e situazioni.

In alcuni casi anche i veterinari non aiutano. Dove ci sono soldi c’è sempre qualcuno pronto ad approfittare. In tutte le categorie. E anche la displasia per qualcuno può rappresentare solo un business.

Per chi acquista un cucciolo di Lagotto è spesso “il non sapere” che spinge ad acquistare cuccioli privi di controlli. Guardare solo al prezzo può portare a scelte sbagliate. Ancor peggio pagare dei cuccioli come selezionati perchè il Lagotto Romagnolo passa per essere una razza non afflitta da displasia.

La nostra scelta è di avere cucciolate esclusivamente da Lagotto Romagnolo il cui grado di displasia è accertato mediante radiografia su anche e gomiti.

Solo con tali informazioni possiamo determinare i giusti accoppiamenti, pensare a cuccioli sani e perseguire il miglioramento della razza.

La Displasia del Lagotto Romagnolo nelle istituzioni

ENCI non pone limiti ai gradi di displasia entro cui devono stare i riproduttori. Il Limite è sul riconoscimento dei riproduttori selezionati.

Sono riconosciuti come Riproduttori Selezionati solo Lagotto Romagnolo con grado di displasia dell’anca A, B, C.

I Club di Razza, tutti, ciascuno per la relativa razza, si sono autolimitati.

Il Club Italiano Lagotto Romagnolo ammette all’elenco dei Maschi Riproduttori solo Cani con grado di displasia dell’anca A, B, C.

Per la displasia dei gomiti il Club non pone limiti.

Molti allevamenti di Lagotto Romagnolo attenti alla salute dei propri cuccioli verificano il grado di displasia del gomito delle proprie fattrici e stalloni.

Già da queste poche righe si capisce come:

E’ ETICO procedere nella riproduzione e nell’allevamento del Lagotto Romagnolo con cani radiografati il cui grado di  displasia è accertato UFFICIALMENTE.

Sono le centrali di lettura che stabiliscono il grado di displasia e lo riportano sui pedigree. Rilasciano certificati ufficiali come quelli riportati in tutte le schede dei nostri Lagotti Romagnoli. Tutti!

Non esistono cuccioli esenti da Displasia

Nessuno può dare garanzie di esenzione da displasia per i cuccioli.

Essendo la Diplasia poligenica non esistono test genetici a riguardo. Per poter affermare che il patrimonio genetico dei genitori è libero da displasia non devono risultare displasici loro, tutti i fratelli, i nonni e gli zii.

Il patrimonio genetico del Lagotto Romagnolo non è così ampio.

Il pedigree e il radiografare i cani serve anche a questo, a qualificare la parentela per andare nella giusta direzione.

Da Cani con grado di displasia C possono nascere cuccioli con grado di Displasia A e viceversa.

Dipende appunto anche dalla parentela. Non ha alcun senso ignorare questa patologia per chi alleva e neanche per chi acquista un cucciolo di Lagotto Romagnolo.

Accogliere un cucciolo di Lagotto Romagnolo figlio di genitori e casomai nonni testati, sposta le probabilità di avere un cucciolo sano pesantemente dalla nostra parte.

Classificazione della displasia

La F.C.I. Fédération Cynologique Internationale classifica la displasia dell’anca in 5 gradi, la cui definizione medica è descritta in italiano sul sito FSA Fondazione salute Animale:

  • Grado A – Nessun Segno di Displasia
  •  Grado B – Articolazione dell’anca quasi normale
  • Grado C – Leggera displasia dell’anca
  • Grado D – Media Displasia dell’anca
  • Grado E – grave displasia dell’anca

La F.C.I. Fédération Cynologique Internationale classifica la displasia del gomito in 5 gradi.

  • Grado 0 – non si riscontrano alterazioni
  •  Grado BL – (borderline, di transizione): alterazioni articolari minime
  • Grado 1 – presenza di osteofiti di ampiezza < 2 mm, e/o di sclerosi subtrocleare dell’ulna e/o di incongruenza articolare < 2 mm
  • Grado 2 – presenza di osteofiti di ampiezza da 2 a 5 mm
  • Grado 3 – presenza di osteofiti di ampiezza > 5 mm

 

Tutti i colori del Lagotto Romagnolo

Il colore del pelo del Lagotto Romagnolo va dal bianco al marrone passando per l’arancio.

Il colore del mantello può essere: Bianco, Bianco a toppe arancio o a toppe marroni, Arancio, marrone e infine roano marrone.

Il roano marrone è il risultato di un bianco picchiettato di marrone. Può assumere tonalità più o meno intense  quasi da sembrare grigio.

E il nero? Il nero non è ammesso dallo standard di razza.

Il colore del Lagotto Romagnolo da cucciolo

Il colore del Lagotto Romagnolo da Cucciolo non è mai il colore da adulto.

Un cucciolo con il pelo completamente bianco da delle certezze. Salvo che poi crescendo è probabile veder spuntare qualche toppa arancio sugli orecchi o sul mento.

Un cucciolo con il mantello arancio in genere si mantiene tale. Solo qualche  cambio di tonalità è assai probabile.

Il cucciolo con mantello Marrone può mantenerlo. Più spesso si trasforma in un roano anche chiaro tendente al grigio.

La maggioranza dei cuccioli nascono bianchi a toppe marroni.

foto lagotto romagnolo immagini colori

Foto lagotto romagnolo cuccioli roano e bianco a toppe marroni

Se vediamo delle immagini di cucciolate di Lagotto Romagnolo, vedremo che molti cuccioli sono proprio così, bianchi a toppe marroni. Il colore del Lagotto Romagnolo da adulto sarà un roano, la cui intensità dipende anche dal colore dei genitori.

Ciò che ho potuto notare  è che cuccioli che nascono con il naso e palmi dei piedi di colore rosa mantengono il mantello bianco a toppe marroni.

Cuccioli che hanno il naso e palmi dei piedi di colore marrone da adulti sono dei Roani.

I cuccioli nella foto hanno già due mesi e da adulto quello più a sinistra è diventato un Lagotto Romagnolo roano marrone. Il Cucciolo più a destra è invece un cucciolo bianco e marrone a toppe.

Dall’immagine si vede già piuttosto bene come il colore del sottopelo sia già ampiamente picchiettato di marrone su tutto il corpo.

Alla nascita Rusty aveva il naso e palmi dei piedi di colore marrone. Il suo pelo non ancora riccio era invece completamente bianco con delle toppe.

 

E’ importante il colore del cucciolo di Lagotto Romagnolo?

De gustibus non disputandum est, dicevano i nostri antenati. Una locuzione che intende sottolineare come non sia altro che tempo perso discutere sui gusti delle persone.

Il Lagotto Romagnolo da Tartufo in genere è preferito di colore bianco. Sono cani più facili da vedere nel bosco e quindi possono essere meglio individuati e gestiti.

Chi sceglie un cucciolo di Lagotto Romagnolo è spesso influenzato dal colore per effettuare la Scelta del cucciolo anche se il colore del mantello cambierà con il crescere del cucciolo. Abbiamo comunque visto quali sono i possibili cambiamenti.

La nostra certezza è che quando il cucciolo diventa un componente della famiglia si farà apprezzare per altre qualità, carattere e temperamento in primis. E sarà adorato e coccolato come merita. Il colore del mantello da adulto andrà sempre bene perché sarà il colore del nostro Lagotto Romagnolo.

 

Per capire se un Lagotto Romagnolo ha caratteristiche morfologiche e caratteriali tipiche della razza, dobbiamo fare riferimento allo standard ENCI – FCI. Lo Standard 325/bis definisce le caratteristiche del Lagotto Romagnolo. Il Lagotto Romagnolo è un cane di razza italiana riconosciuta a livello internazionale. Era il 10 Mazo 1995 quando fù conferito il riconoscimento da parte della FCI e le relative traduzioni  dello standard in tedesco, spagnolo, francese e inglese.

Lagotto Romagnolo Caratteristiche

Origine: Italia

Utilizzazione: Cane specializzato nella ricerca del tartufo su qualsiasi tipo dì terreno

Classificazione FCI: Gruppo 8 Cani da riporto, cani da cerca e da acqua. Sez 3 cani da acqua

Brevi cenni storici: Antica razza da riporto in acqua presente fin dal XVI secolo nelle valli di Comacchio e nelle lagune ravennati e diffusasi poi, a partire dalla fine del XIX secolo, nelle pianure e nelle colline romagnole con la precisa funzione dì cane da tartufi.

Aspetto generale: Il Lagotto Romagnolo è un cane di mole medio-piccola, di aspetto rustico, fortemente costruito e molto ben proporzionato, con pelo fitto e ricciuto a tessitura lanosa. La conformazione generale è quella di un leggero mesomorfo il cui tronco sta nel quadrato, armonico rispetto al formato (eterometria) e disarmonico rispetto ai profili (alloidismo).

Proporzioni importanti: La lunghezza della testa raggiunge i 4/10 dell’altezza al garrese. La lunghezza del muso è inferiore di 2/10 rispetto alla lunghezza del cranio (cioè il muso corrisponde al 44% circa della lunghezza totale della testa). L’altezza del costato è alquanto inferiore al 50% dell’altezza al garrese e può sfiorare il 44% di tale altezza.

Comportamento e carattere: La funzione del Lagotto Romagnolo consiste nella ricerca del tartufo, lavoro che svolge con passione ed efficienza sfruttando la sua innata attitudine alla cerca e l’ottimo olfatto. Avendo cancellato l’istinto venatorio, nel suo lavoro non viene distratto dal selvatico e può considerarsi l’unico vero specialista per la ricerca del tartufo. Sobrio, intelligente, affettuoso, attaccatissimo al padrone e facilmente addestrabile, il Lagotto Romagnolo è anche ottimo cane avvisatore e da compagnia.

TESTA

Moderatamente massiccia e di forma trapezoidale vista dall’alto, ha gli assi longitudinali superiori del cranio e del muso fra loro lievemente divergenti.

La sua lunghezza raggiunge i 4/10 dell’altezza al garrese. L’indice cefalico va da 50 a 54. La pelle è aderente al tessuti sottostanti, liscia e tesa.

Regione del cranio: Il cranio è largo agli zigomi. La sua lunghezza corrisponde al 56% della lunghezza totale della testa e la larghezza (diametro bizigomatico) è pari alla lunghezza. Visto di fronte si presenta arcuato. Di profilo forma un arco molto aperto che si attenua nella regione occipitale.

Seni frontali ben sviluppati nelle tre dimensioni, arcate sopracciliari marcate, depressione naso-frontale (stop) non troppo accentuata ma evidente, solco medio-frontale pronunciato, cresta occipitale corta e relativamente depressa, fosse sopra-orbitali (fontanelle) leggermente segnate.

REGIONE DEL MUSO

Tartufo: Voluminoso, con narici molto ampie, aperte e mobili. Scanalatura mediana assai pronunciata. In profilo è sulla stessa linea della canna nasale e sporge impercettibilmente sulla faccia anteriore delle labbra

Mascelle: Ben sviluppate. Le branche della mandibola sono piuttosto rettilinee e il corpo mandibolare è forte e relativamente largo. I denti sono bianchi, completi per sviluppo e numero, con impianto degli incisivi a forbice o a tenaglia, tollerata la forbice rovesciata (antiversione degli incisivi inferiori).

Guance: Masseteri piatti.

Occhi: Grandi, rotondeggianti e leggermente affioranti. Il colore dell’iride va dall’ocra al nocciola scuro e al marrone a seconda del mantello. Posti in posizione sub-frontale hanno palpebre aderenti con margini pigmentati nelle diverse tonalità del marrone. Ciglia estremamente sviluppate. Espressione attenta, intelligente e vivace.

Orecchie: Moderatamente grandi in rapporto al volume della testa, con apici lievemente arrotondati. Di forma triangolare con base piuttosto larga, attaccate appena al di sopra dell’arcata zigomatica, portate pendenti in riposo o lievemente rilevate in attenzione. Se stese, raggiungono la canna nasale ad 1/4 della sua lunghezza. Il pelo sulle orecchie tende ad aprire il riccio pur mantenendosi sempre ben mosso. Non esiste porzione d’orecchia con pelo corto. L’interno del padiglione auricolare è ricoperto di peli.

COLLO

Lievemente arcuato superiormente. Assolutamente privo di giogaia. Appena più corto della testa (8,5/10 della lunghezza totale della testa), ha un perimetro che può raggiungere, nei maschi, il doppio della sua lunghezza. forte, muscoloso, asciutto, a sezione ovale, con buon distacco dalla nuca.

TRONCO

E’ fortemente costruito e raccolto (la sua lunghezza coincide con l’altezza al garrese).

Linea superiore: Rettilinea dal garrese verso la groppa.

Garrese: Supera il livello della groppa e pur non essendo troppo stretto è tuttavia abbastanza elevato e prolungato all’indietro.

Dorso: Rettilineo, molto muscoloso. La sua lunghezza corrisponde al 33% circa dell’altezza al garrese.

Lombo: Corto, solidissimo, lievemente convesso in profilo, ben raccordato con dorso e groppa. La sua lunghezza corrisponde ad 1/6 dell’altezza al garrese, mentre la larghezza eguaglia e talora supera leggermente la lunghezza.

Groppa: Lunga (circa il 32% dell’altezza al garrese), larga (in media il 24% dell’altezza al garrese), muscolosa, lievemente inclinata (l’inclinazione del coxale va da 25° a30°). Secondo l’inclinazione del coxale: la groppa è definita: orizzontale da 15° a 25° – inclinata da 25° a 35° – obliqua o avvallata oltre 35°

Costato: Ben sviluppato. Disceso al gomito, il suo perimetro supera di 1/5 l’altezza al garrese, il suo diametro trasverso, che è massimo a metà dell’altezza toracica, sfiora il 31% dell’altezza al garrese, la sua profondità raggiunge il 54% dell’altezza al garrese, la sua altezza tocca il 44% dell’altezza al garrese. Anteriormente presenta un lievissimo accenno di carenatura per poi allargarsi notevolmente all’indietro a partire dalla sesta costa.

Linea inferiore: Il profilo sterno-ventrale evidenzia una regione sternale lunga che, tendente alla linea retta in un primo breve tratto, prosegue poi in un semicerchio a corda molto larga rimontante dolcemente verso l’addome che non è troppo retratto.

CODA

Inserita a mezza altezza, affusolata alla punta, se stesa sfiora il garretto. E’ ricoperta di pelo lanoso e ispido. Portata a scimitarra in riposo, si rialza decisamente in attenzione. In lavoro o quando il cane è eccitato può essere portata anche notevolmente rialzata sulla linea del dorso, mai però incurvata ad anello.

ARTI ANTERIORI

Esame generale: Appiombi regolari sia di profilo sia di fronte. L’altezza degli arti anteriori al gomito rasenta il 56% dell’altezza al garrese.

Spalla: Lunga (raggiunge il 30% dell’altezza al garrese), obliqua (52°/55°), muscolosa, forte, aderente al torace ma libera nei movimenti. L’angolo scapolo-omerale oscilla fra 110° e 115°.

BraccioMuscoloso, di ossatura asciutta, la sua lunghezza corrisponde al 30% dell’altezza al garrese. La sua inclinazione sull’orizzonte varia da 58° a 60°.

Avambraccio: Perfettamente verticale, a sezione ovale, con ossatura compatta. La sua lunghezza corrisponde al 36% dell’altezza al garrese.

Gomiti: Lunghi, prominenti, ben aderenti ma non serrati al costato, coperti di pelle asciutta, devono trovarsi come gli omeri su un piano rigorosamente parallelo a quello sagittale del tronco. La punta del gomito (epifisi olecranica) è situata sulla verticale abbassata dall’angolo caudale della scapola al suolo.

Carpo: Visto di fronte segue la linea verticale dell’avambraccio. E’ asciutto, spesso e mobile. L’osso pisiforme è ben sporgente.

Metacarpo: Di grossezza alquanto inferiore all’avambraccio, è asciutto, elastico, con minimo tessuto cellulare sottocutaneo. Visto di fronte la sua direzione dev’essere sul medesimo piano verticale passante per l’avambraccio, visto di profilo forma un angolo col suolo di75°/80°.

Piede: Piedi anteriori rotondeggianti, compatti e con dita arcuate e raccolte. Unghie forti e ricurve. Buona pigmentazione dei cuscinetti plantari e digitali. Membrana interdigitale molto sviluppata.

ARTI POSTERIORI

Giudizio d’insieme: Appiombi regolari, treno posteriore potente e ben rapportato alla mole del cane.

Coscia: Lunga (fino al 35% dell’altezza al garrese), con muscoli ben evidenziati e nettamente divisi, presenta una lieve convessità posteriore. L’asse del femore, alquanto obliquo dall’alto in basso e dall’indietro in avanti, ha un’inclinazione di 80° sull’orizzontale, l’angolo coxo-femorale è quindi di circa 105/110°. Il piano verticale passante per la coscia, in relazione al piano mediano del corpo, è parallelo.

Gamba: Di poco più lunga della coscia (36% circa dell’altezza al garrese), con buona ossatura e muscolatura, ha la scanalatura gambale ben evidenziata. La sua inclinazione sull’orizzontale va da 50° a 55° con un angolo femoro-rotuleo-tibiale di circa 130/135°. La sua direzione è parallela al piano mediano del corpo.

GarrettoLargo, spesso, asciutto, con salienze ossee ben evidenziate, parallelo rispetto al piano mediano del corpo. L’angolo tibio-metatarsico è di circa 140°.

Metatarso: Asciutto, cilindrico, sempre perpendicolare al suolo.

Piede: Piedi posteriori lievemente più ovaleggianti degli anteriori e con falangi un po’ meno arcuate.

ANDATURA

Passo ordinario. Trotto deciso e brioso. Tratti di galoppo.

PELLE

Ben aderente al corpo in ogni regione, sottile, con tessuto cellulare sottocutaneo scarso. Non deve formare rughe. Il pigmento delle mucose e delle sierose va dal marrone chiaro al marrone scuro o molto scuro, altrettanto dicasi per i cuscinetti carpali, digitali e plantari.

MANTELLO

Pelo a tessitura lanosa, semi-ruvido in superficie, a riccio molto stretto, incurvato ad anello, con evidente sottopelo. Mai intrecciato a formare cordicelle o boccoli.

L’arricciatura dev’essere distribuita omogeneamente su tutto il corpo, tranne che sulla testa dove il riccio tende ad aprirsi. Mustacchi, barba e sopraccigli ben forniti. Anche le guance sono ricoperte di pelo folto. Il pelo di copertura e soprattutto il sottopelo sono idrorepellenti. Poiché il pelo, se non viene tagliato, tende ad infeltrirsi, è necessaria almeno una tosatura completa all’anno, oltre all’eliminazione periodica del pelo e del sottopelo infeltriti.

Colore: Bianco sporco unicolore, bianco a macchie marroni o arancio, roano marrone, marrone unicolore (nelle diverse tonalità), arancio unicolore. In alcuni soggetti è presente la maschera marrone o testa di moro.

ALTEZZA GARRESE

Maschida 43 a 48 cm (ideale 46 cm)

Femmineda 41 a 46 cm (ideale 43 cm)

Tolleranza di 1 cm in più o in meno.

PESO

Maschida 13 a l6 kg

Femmine: da 11 a 14 kg

DIFETTI

Ogni deviazione dalle caratteristiche indicate nella descrizione di ciascuna regione costituisce difetto che nel giudizio deve essere penalizzato in rapporto alla sua gravità e diffusione.

Difetti eliminatori: Convergenza degli assi cranio-facciali, canna nasale concava, prognatismo accentuato e deturpante, depigmentazione parziale, strabismo bilaterale, pelo non arricciato o tosato a zero, mantello nero o pezzato di nero, presenza di speroni, coda amputata, altezza al garrese superiore o inferiore al limiti prescritti.

Difetti da squalifica: Enognatismo, monorchidismo, criptorchidismo, depigmentazione totale, occhio gazzuolo.

 

I test genetici Lagotto Romagnolo

I test genetici Lagotto consentono di verificare l’ereditarietà di alcune patologie. Le patologie per le quali è stato individuato il gene responsabile. I cuccioli figli di genitori testati non saranno affetti da tali patologie.

.Con il processo di selezione o recupero della razza si sono fissate le patologie. Con l’esame del DNA dei genitori è possibile capire l’impatto sulla cucciolata delle patologie più comuni.

L’esame del DNA si effetua con un prelievo di sangue.

Il risultato dell’esame del DNA può dare tre possibili esiti in relazione ad ogni singola patologia.

  • ESENTE entrambi gli Alleli del gene responsabile della malattia sono sani. Gene omozigote sano.
  • PORTATORE i due Alleli del gene responsabile della malattia sono diversi. Gene eterozigote portatore.
  • AFFETTO entrambi gli Alleli del gene responsabile della malattia sono recessivi. Gene omozigote recessivo.

Un cane portatore di una determinata patologia è un cane sano relativamente a quella stessa patologia.

Cioè non avrà sintomi e manifestazioni. Quando accoppiato con un altro Lagotto Romagnolo portatore il problema è tangibile sulla sua prole .

Per chi accoppia Lagotto Romagnolo non testati l’incognita è proprio questa. I due Lagotto Romagnoli candidati all’accoppiamento non manifestano la patologia che sarà presente nella loro cucciolata.

Possiamo sapere se un cane è portatore o esente solo tramite i test genetici.

Perché facciamo i test genetici?

La genetica ci mette a disposizione uno strumento per procedere con sicurezza nella direzione della salute dei cuccioli.

Abbiamo importanti certezze sulla salute del cucciolo.

Per la sua nota dote naturale di cercatore di tartufo, il Lagotto Romagnolo  è una razza sottoposta a cucciolate fatte con poco o addirittura senza criterio.

Sono principalmente privati o tartufai che animati da interesse o presunto amore del proprio Lagotto Romagnolo si lanciano in questa avventura.

Far procreare i propri Lagotto Romagnolo è un bellissimo viaggio da fare senza spiriti avventurieri.

L’informazioni che danno i test genetici non è una cosa in più ma una garanzia di Salute per i  cuccioli.

Le patologie di Razza e i test genetici del Lagotto Romagnolo non sono uno spauracchio. Basta andare sui siti di Allevamenti per vedere che sono molti i cani sani portatori di una o altra patologia.

Immagino che la stessa incidenza vi sia anche nei privati che fanno cucciolate senza questa informazione.

La vera questione in cui i test genetici sono determinanti è come scegliere l’accoppiamento. Possiamo avere la certezza sulla salute dei cuccioli relativamente a quella patologia.

I test genetici e le Patologie ereditarie del Lagotto Romagnolo.

  • JE Epilessia Giovanile: Si manifesta nell’arco della vita del cane con episodi che vanno dall’agitazione alla paralisi.
  • LSD Lagotto Storage Disease: La malattia inizia tra i 4 mesi e i 4 anni. Il movimento risulta completamente scoordinato. La malattia colpisce anche il carattere. Il Lagotto sviluppa aggressività progressiva e da statistiche risultano portatori l’11% dei Lagotto.
  • Furnishing: La patologia si presenta con una mutazione del mantello. Non ha ripercussioni caratteriali o di salute. Un Lagotto Romagnolo affetto da Furnishing esce dallo Standard del Lagotto Romagnolo e non può partecipare ad esposizione.

Il costo dei test genetici e il lavoro di selezione ricadono sul prezzo del cucciolo. Spesso chi decide di prendere un cucciolo di Lagotto Romagnolo non conosce questi aspetti. In particolare se si tratte del primo cane da compagnia.

Una volta fornite le informazioni presenti in questo articolo, tutti apprezzano il poter avere un cucciolo di Lagotto Romagnolo figlio di genitori testati.